Ipermetropia: non un super potere



L’ipermetropia è un altro dei difetti della vista non facili da riconoscere, ma che con una visita oculistica completa è possibile diagnosticare. L’occhio ipermetrope ci permette di vedere perfettamente ciò che è lontano, ma ciò che invece è a distanza ravvicinata tende ad apparire poco nitido e sfocato. Per un ipermetrope, leggere un libro potrebbe essere un problema, mentre non lo è notare un dettaglio all’orizzonte.

Se per leggere un miope strizza gli occhi e avvicina il libro alla punta del naso, l’ipermetrope al contrario estende il braccio allontanando il libro.


In cosa consiste?

Il bulbo oculare nell’occhio ipermetrope è più corto rispetto alla norma. Di conseguenza, quando il cristallino cerca di mettere a fuoco un’immagine vicina, la luce non riesce ad essere messa a fuoco sulla retina, perché manca effettivamente lo spazio sufficiente. Di conseguenza un occhio ipermetrope cerca di compensare questo difetto facendo affidamento al meccanismo di “accomodazione”, ossia la capacità della lente del cristallino di adattarsi e mettere gli oggetti a fuoco. Proprio il cristallino cercherà dunque di allungarsi il più possibile e riportare la messa a fuoco sulla retina. Questo è ancora possibile quando il paziente è giovane e il cristallino è ancora bello elastico, o quando l’ipermetropia non è veramente grave.

Tra le cause più rare che possono portare all’ipermetropia troviamo la riduzione della curvatura della cornea e/o del cristallino, oppure un’eccessiva distanza tra le due parti.


Quali sono i principali sintomi?

Tendenzialmente l’ipermetropia non dà particolari sintomi, soprattutto nei casi non gravi. In certi casi però diventa necessario rivolgersi al proprio oculista per correggere il difetto.

Il sintomo più comune dell’ipermetropia è la già citata difficoltà a mettere a fuoco gli oggetti vicini. Lo stress e lo sforzo a cui sono sottoposti l’occhio e il muscolo ciliare possono causare bruciore, lacrimazione, mal di testa, male agli occhi, soprattutto dopo attività che richiede un coinvolgimento intenso della vista a corta e media distanza, come la lettura o il lavoro al computer. In alcuni casi, la continua necessità di accomodare può causare ipersensibilità alla luce.

L’ipermetropia fa inoltre da apripista alla presbiopia. Quando con lo scorrere degli anni il cristallino invecchia e perde la sua giovanile elasticità, diventando meno in grado di allungarsi, l’ipermetrope perde la possibilità di vederci bene da vicino. Rispetto ai miopi, gli ipermetropi diventano presbiti molto prima.


Come si corregge l’ipermetropia?

Occhiali e lenti a contatto sono il rimedio principale per chi ha un’ipermetropia elevata; queste soluzioni aiutano l’occhio a mettere a fuoco in modo corretto le immagini vicine. Nei bambini, se non corretta, l’ipermetropia può comportare il rischio di sviluppare l’occhio pigro (ambliopia) o lo strabismo, proprio per lo sforzo di compensare il difetto refrattivo. Per questo motivo anche le visite oculistiche ai più piccoli devono essere frequenti, in modo da poter intervenire tempestivamente.

Se lo specialista lo ritiene opportuno, l’ipermetropia può essere corretta anche con la chirurgia refrattiva con l’utilizzo del laser ad eccimeri (PRK o LASIK). In alcuni casi i pazienti possono usufruire dell’impianto di lenti intraoculari fachiche (ICL) in alternativa al laser, o della sostituzione del cristallino in caso di presenza di cataratta.

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